LA POLONIA SMANTELLA LA DEMOCRAZIA

Manifestazioni Varsavia 2017

Così la Polonia sta smantellando la democrazia

DI WLODEK GOLDKORN
(articolo tratto da l’Espresso – fotografie insider photography)

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2017/07/20/news/cosi-la-polonia-sta-smantellando-la-democrazia-1.306494

Ecco, spiegato, come in Europa, si può con mezzi democratici (niente marce su Roma, niente carri armati in piazza; niente prigionieri politici; niente censura) sopprimere la democrazia.

Manifestazione Varsavia 2017

Manifestazione Varsavia 2017

Così la Polonia sta smantellando la democrazia:
E’ quasi mezzanotte, quando sul podio degli oratori della Dieta polacca sale Jaroslaw Kaczynski. Faccia contrita, una voce fredda dice, rivolto ai deputati dell’opposizione: “Avete assassinato mio fratello; canaglie”. Ufficialmente Kaczynski è un semplice deputato, Nei fatti è lui il vero capo dello Stato; il governo, il presidente della repubblica, il presidente della Camera nonché la maggioranza parlamentare ubbidiscono a qualunque suo ordine o desiderio. In questo momento il suo desiderio è: rendere i tribunali dipendenti dall’esecutivo, ossia fare sì che la giustizia segua le direttive del partito, Pis (quasi nomen omen, Diritto e Giustizia, si chiama).

L’incidente si è verificato durante una discussione in Aula di una proposta di legge per cui sarà l’esecutivo a decidere quando mandare in pensione i giudici della Corte costituzionale e sarà l’esecutivo a nominare i presidenti dei tribunali, mentre sarà il parlamento a nominare la maggioranza (15 su 25) dei componenti del Consiglio supremo della Magistratura. In parole povere: sarà Jaroslaw Kaczynski il padrone della Giustizia di un paese che (per ora) risulta membro dell’Unione europea.

Attenzione, la Polonia non è un paese arretrato; e non si tratta di antiche reminiscenze del regime comunista. Il caso polacco è interessante perché è un esempio di come si possa, passo dopo passo, smantellare la democrazia, distruggere lo Stato di diritto, instaurare un regime che a nessuno risponde se non al capo supremo, senza percorrere le vie “turche”. In questo senso la Polonia potrebbe indicare la strada a molti altri Kaczynski in giro per il nostro Continente (Italia compresa).

Manifestazione Varsavia 2017

Il meccanismo si basa su tre pilastri: il primo, la stanchezza della gente con la politica e i politici, la delusione perché la politica non è in grado di mantenere le proprie promesse (Bauman parlava del divorzio tra politica e potere) e quindi le sue procedure diventano un rito strano e spesso odioso agli occhi di molti. Si tratta di un fenomeno comune a quasi tutti i paesi dell’Europa. Il secondo pilastro è una narrazione convincente di un Partito che vorrebbe abolire le procedure democratiche; e qui i dettagli e i particolari cambiano a seconda del paese. Il terzo pilastro, di nuovo comune a tutti, è la propensione di molti a rendersi servi e docili strumenti del Capo senza porsi problemi di coscienza e anzi godendo nel far Male.

In Polonia la narrazione parte dell’incidente aereo, in cui nel 2010, sui cieli russi, perse la vita Lech Kaczynski, allora presidente della Repubblica e fratello gemello di Jaroslaw. Quell’incidente nella narrazione del potere di oggi, fu un attentato, perpetrato dai russi (ovviamente) e coperto da “traditori” della patria, tra i quali, le élite liberali e cosmopolite nonché l’allora premier Donald Tusk.

Manifestazione Varsavia 2017

Manifestazione Varsavia 2017

Così la Polonia è vittima dei russi, dei liberali, dell’Europa filogay (essendo le élites filoeruopeiste), e c’è una quinta colonna in seno alla società. Come si diceva prima, in questo discorso c’è ovviamente una gran dose di odio e di propensione al male, insita in ognuno di noi e che si manifesta prepotente nei tempi di crisi. Far male e pensar male (perché le élite mi trattano da rifiuto umano) dà soddisfazione, quando si è scontenti della propria vita.

Vinte le elezioni del 2015 (grazie all’idiozia e la pigrizia di chi era al potere allora; ossia le famose “élite liberali”), con il 37 per cento dei voti (alle urne si è recato il 50 per cento dei polacchi), Kaczynski, per prima cosa ha purgato la tv e la radio di Stato. Licenziati i giornalisti considerati “ostili”, oggi nel media pubblici nessuno osa criticare il governo. Le manifestazioni di massa dell’opposizione vengono definite “folclore”. In seguito, le aziende di Stato o che fanno affari con aziende di Stato sono state persuase a non fornire pubblicità ai giornali nemici di Kaczynski, ad esempio a “Gazeta Wyborcza” (e che tuttavia resiste anche dal punto di vista economico).

Manifestazione Varsavia 2017

Manifestazione Varsavia 2017

Poi è stata alterata la composizione della Corte Costituzionale, in violazione della Costituzione stessa. E così si è arrivati a oggi: le mani sui tribunali e un discorso, in pieno parlamento del capo supremo che incita esplicitamente all’odio e trasforma i rappresentanti della nazione in canaglie e assassini: in fuorilegge cioè.

Occorre poi una maggioranza parlamentare, deputati e presidente della camera che (come accade in questi giorni a Varsavia) usando il regolamento impediscono la libera discussione e trasformano la Dieta in una macchinetta di votazione (risparmio i dettagli tecnici), perché il golpe, deve essere realizzato in fretta, altrimenti rischia di fallire.

Manifestazione Varsavia 2017

Manifestazione Varsavia 2017

Ecco, spiegato, come in Europa, si può con mezzi democratici (niente marce su Roma, niente carri armati in piazza; niente prigionieri politici; niente censura) sopprimere la democrazia.
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